27 giu 2009

Per tutti gli Ulissi come me...


Vicende che molti di voi conoscono mi hanno fatto concludere che, invece che farci firmare il Corp.Hand., avrebbero dovuto farci firmare per presa visione l’Inferno di Dante... giudicate voi se non ho ragione...

Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura.
ché la diritta via era smarrita.

Visto che, per come si stanno mettendo le cose, la mia aspettativa di vita non supera i 40, direi che come stima di “nel mezzo” è anche ottimista :-)

Ed ecco, quasi al cominciar de l'erta,
una lonza(1) leggiera e presta molto,
che di pel macolato era coverta;

e non mi si partia dinanzi al volto,
anzi 'mpediva tanto il mio cammino,
ch'i' fui per ritornar più volte vòlto

[...]
ma non sì che paura non mi desse
la vista che m'apparve d'un leone(2).

Questi parea che contra me venisse
con la test' alta e con rabbiosa fame,
sì che parea che l'aere ne tremesse.

Ed una lupa(3), che di tutte brame
sembiava carca ne la sua magrezza,
e molte genti fé già viver grame,

questa mi porse tanto di gravezza
con la paura ch'uscia di sua vista,
ch'io perdei la speranza de l'altezza.

(1) La lonza, nella simbologia medievale dantesca, rappresenta la lussuria.
(2) Rappresenta qui la superbia.
(3) La lupa è il simbolo dell'avarizia.

Non credo ci siano commenti da fare... tre fiere... che simboleggiano lussuria, superbia e avarizia... Dante aveva capito tutto :-)

'Per me si va ne la città dolente,
per me si va ne l'etterno dolore,
per me si va tra la perduta gente.
[...]
Lasciate ogne speranza, voi ch'intrate'.
Queste parole di colore oscuro
vid' io scritte al sommo d'una porta

Beh... le parole sulla porta non sono queste... ma dovrebbero esserlo...

Diverse lingue, orribili favelle,
parole di dolore, accenti d'ira,
voci alte e fioche, e suon di man con elle
facevano un tumulto, il qual s'aggira
sempre in quell' aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira

Diciamo che certi giorni, su certi piani, l’atmosfera è questa...

vuolsi così colà dove si puote
ciò che si vuole, e più non dimandare

E’ la filosofia che ancora, purtroppo, non sono in grado di praticare nella realtà.

(Ulisse dice...)
[...] dentro a me l'ardore
ch'i' ebbi a divenir del mondo esperto
e de li vizi umani e del valore;
ma misi me per l'alto mare aperto

Considerate la vostra semenza:
fatti non foste a viver come bruti,
ma per seguir virtute e canoscenza

Questo è più vicino alla mia filosofia di vita... ma Ulisse è nell’ottava bolgia dell’ottavo cerchio dell’inferno... in uno degli ultimi cerchi insomma... ma piuttosto lontano dal punto che “porta 'l ciel, per un pertugio tondo. E quindi uscimmo a riveder le stelle”...

Quindi diciamo solo che “Dante Docet”... per fortuna ho un sacco di Virgili che mi accompagnano e mi aiutano in questo viaggio :-)


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